7 novembre 2018: Laura nasce in Cielo

Laura Mazzanobile in Falcone

Laura Mazzanobile in Falcone

Le foto

La sola cosa che ci resta è il ricordo che tu avrai di me e questo ricordo io ho bisogno che sia intenso e bellissimo. Se te ne vai ora il tuo ricordo di me sarà perfetto.
Tu sei la mia immortalità.
(Sweet November)

In “Sweet November”, film di un amore vissuto un mese soltanto, quello di novembre appunto, la protagonista, appena prima di morire, lascia il suo amato con queste parole.
Sara, innamorata di Nelson, sa che la sua malattia la strapperà presto alla vita e di lei vuole lasciare il ricordo perfetto di un amore intenso e bellissimo.

In questo novembre, Laura, innamorata del suo Giorgio e della loro Patrizia, non immaginava certo di doverli lasciare. E noi che crediamo sempre che chi amiamo sia immortale, non immaginavamo certo che Laura se ne sarebbe andata così.

In una mattina di metà settimana, era il 7 novembre, la telefonata giunge inaspettata.
Come in un film, il telefonino sembra scivolare dalla mano e cadere insieme alle parole.

“Il momento dell’incontro va atteso e preparato, perché non c’è un turno di accoglienza o un numero di prenotazione per sapere a chi tocca per primo” ricorda fra’ Aurelio, nella sua omelia il giorno dell’ultimo saluto a Laura, sabato 10 novembre 2018.

Ma è difficile accettare che ogni momento è buono per nascere e per morire.
Come Laura, vorremmo programmare con cura, attenzione, fedeltà e precisione ogni momento della nostra giornata e con la stessa meticolosità che aveva Laura nello svolgere gli incarichi in famiglia, come moglie e madre, in fraternità, come sorella e per un periodo anche segretaria, e in parrocchia, come catechista e come volontaria alla Mensa dei Poveri, vorremmo non doverci preparare mai a ciò per cui non saremo mai davvero pronti.

Fra’ Aurelio ricorda la nostra sorella Laura: “Posso collocare Laura tra i piccoli del Vangelo, tra coloro ai quali il Padre ha fatto conoscere le Sue cose. Ha conosciuto e ha creduto all’amore che Dio ha avuto per lei e, in forza di questo amore, ha scelto di vivere la fraternità, ha scelto di ricambiare questo amore amando i fratelli. Laura sentiva il bisogno della fraternità con la stessa intensità con cui sentiva il bisogno di Dio. Era una vera francescana. Era una sorella disponibile ai bisogni della fraternità, gentile e sorridente, amante dei sofferenti. Era donna di fede, abile nel proclamare la Parola di Dio nell’assemblea liturgica e nel compiere gesti di carità verso il prossimo.”

È commosso fra’ Aurelio mentre parla di Laura di cui è stato, per tanti anni, assistente spirituale. E sono commossi anche fra’ Giorgio, attuale assistente spirituale della fraternità “Concetta Bertoli” succeduto a fra’ Lorenzo che ha lasciato il Convento di Gorizia per prendere servizio in quello di Conegliano. Da lì è partito, il giorno del funerale, con gli strascichi di un’influenza dalla quale non era ancora guarito. Strascichi troppo deboli per frenare il suo forte desiderio di portare, anch’egli, l’ultimo saluto a Laura, insieme a fra’ Vincenzo e fra’ Luigi.

“Laura ha amato la Fraternità come fosse la sua famiglia, riuscendo perfino a introdurre in questa, almeno nei momenti più significativi e festosi, il suo sposo Giorgio. E qui apriamo un capitolo meraviglioso, dove veramente in questo amore sponsale regnava l’amore di Dio. Non ci sono parole per raccontare questo amore di famiglia che animava i cuori di Laura e Giorgio. Un amore fatto di reciproca gentilezza e signorilità, di vicendevole rispetto. A tutti sono note la loro affabilità, la serenità, la fortezza nelle prove, la loro fede, i loro cuori buoni. Come si stava bene all’ombra di questo amore!”

Sono affranti ed ancora increduli i fratelli giunti da tutta la Regione per stringersi intorno a Giorgio, a Patrizia e a Gianmarco. Piange, Giorgio, ascoltando la storia del suo amore con Laura. Piange, Giorgio, e Patrizia, maternamente, lo sostiene. Trattiene le lacrime Gianmarco mentre stringe in una mano quella della sua Patty e, nell’altra, quella di sua mamma Annamaria. Gian e Patty, teneri amanti e premurosi genitori dei genitori.

“Quando si parla di amore il nostro pensiero va sempre alla gioia e alla felicità. In realtà, più si ama e più si soffre. Chiediamolo se è vero a Dio Padre che veglia sulla morte del Figlio Gesù! Chiediamolo anche alla Vergine Maria ai piedi della croce! Chiediamolo a Laura abbracciata alla bara di Stefano! Chiediamolo oggi a Giorgio e a Patrizia! Chi più ama, più soffre. Ma questa sofferenza è potatura, è fonte di abbondante vita, è germe di resurrezione.”

È Carlotta, sorella e amica, a rispondere alle domande di fra’ Aurelio.
“Ora per Laura ogni dubbio è sciolto, ogni lacrima è asciugata, ogni risposta è data, ogni vuoto è colmato; ora il suo dolce sorriso è per sempre nella pienezza del Padre. Non così ancora per noi, perché Laura ci manca.”

È Daniele, fratello e ministro, a dare l’ultimo saluto a Laura.
“Nel desiderio di relazione si può riassumere l’indole di Laura che ha sempre considerato la Fraternità come un’estensione della sua famiglia. Il non poterla più frequentare con assiduità negli ultimi tempi, a causa dei problemi di salute, le dispiaceva molto, e ce lo diceva spesso. Sentiva la mancanza delle nostre serate, delle nostre voci, delle nostre discussioni, delle storie di vita che ognuno di noi porta con sé; quelle storie che, in un certo senso, aveva cucito assieme alla sua, non certo facile né esente dalla sofferenza. Anche noi sentiremo la tua mancanza, carissima Laura. Ci consola il fatto che, dove sei ora, nulla può più amareggiarti, e che proprio lì un giorno ti potremo riabbracciare.”
(Daniele)

Nelle ultime parole pronunciate da fra’ Aurelio, le parole che tutti noi non trovavamo:
“Grazie, Laura per il tuo insegnamento di vita. Mai pensavo che ti avrei salutato cosi. Prega per tutti quelli che ti amano e intercedi per noi. E vivi per sempre nel Signore.”

La sola cosa che ci resta è il ricordo che abbiamo di te, Laura, e questo ricordo sarà intenso e bellissimo come il tuo sorriso semplice e stupito di bimba dolce e gentile.

Silvia, Fraternità di Gorizia