Festa in casa OFS per Daniela

17/11/2018 - Cormòns, chiesa di San Leopoldo, Professione di Daniela nella Fraternità di Gorizia

17/11/2018 – Cormòns, chiesa di San Leopoldo, Professione di Daniela nella Fraternità di Gorizia

Sabato 17 novembre 2018

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Leggi il racconto anche sul sito della parrocchia di Daniela a Cormòns

Dio si è fatto uomo per imparare a piangere.
Per navigare con noi in questo fiume di lacrime.
(p. Davide Turoldo)

A Cormons, piccola cittadina del Collio, Dio bussa alla porta della Caritas e, dopo aver sceso i pochi gradini di via Pozzetto, sa che, varcata la soglia, troverà ad attenderlo, Daniela. La nostra sorella Daniela che, ogni giorno, da tanti anni, finito di lavorare, si reca a quella che, ormai, è la sua vera casa. A Brazzano, nella sua prima dimora, rientrerà quando è quasi notte per stare un po’ con il suo papà e riposarsi giusto poche ore prima che un altro giorno arrivi. Giorno che, per lei, inizia quando è ancora notte.

Daniela, da qualche anno, attraversa il ponte sul fiume color smeraldo che bagna la città di Gorizia, per raggiungere, ogni settimana, la sede dell’OFS e la Mensa dei Poveri gestita dai Frati Cappuccini. La nostra sorella Daniela, sabato 17 novembre, ha promesso di abbracciare quella forma evangelica, che si ispira agli esempi e agli insegnamenti di Francesco d’Assisi, che già era sua da quando ha imparato a navigare nel fiume delle lacrime che Dio piange insieme ai poveri di qua e di la’ dell’Isonzo.

Livia, all’inizio della Celebrazione Eucaristica, ricorda, all’assemblea che ha riempito tutti i banchi e tutte le sedie della Chiesa di San Leopoldo a Cormons, che l’indomani, domenica 18 novembre, la Chiesa celebra la seconda Giornata Mondiale dei Poveri.
E, nel giorno in cui si fa memoria di Santa Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’Ordine Francescano Secolare, Livia annuncia l’emissione della Professione Perpetua di Daniela.

Tra il 17 novembre, Festa di Santa Elisabetta, e il 18 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, tra la Principessa della Carità e il Papa venuto dalla fine del mondo per gli ultimi, c’è la nostra sorella Daniela che sfiora il cielo di Dio ogni volta che la sua mano tocca un povero dalla vita dolente. Daniela sa che, nel cielo di Dio. entreremo solo se saremo prima entrati nella vita di chi soffre. Daniela sa che Gesù sta nel posto dove noi non vorremmo mai essere, nell’ultimo posto; in coloro che incarnano non i nostri sogni, ma le nostre paure e i nostri dolori.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta.
Con le parole del Salmo 34, Papa Francesco intitola il suo messaggio, che segue quello dello scorso anno, con cui invitava i cristiani ad amare non a parole ma con i fatti.
“Per superare l’opprimente condizione di povertà, è necessario che essi, i Poveri, percepiscano la presenza dei fratelli e delle sorelle che si preoccupano di loro e che, aprendo la porta del cuore e della vita, li fanno sentire amici e famigliari.”
(papa Francesco)

Daniela, nel silenzio dell’ascolto e della parola, ha riconosciuto la voce dei poveri e da loro ha saputo farsi amare, da loro che si sono sentiti da lei, da Lui, amati con i fatti.
Daniele, ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Gorizia, è ben lieto di accogliere questa sorella che ha fatto della Fraternità “Concetta Bertoli”, anche lei, un genuino cenacolo ecclesiale ed una viva comunità francescana. Testimoni di questa promessa di vita evangelica Raffaella, formatrice di Daniela negli anni dell’iniziazione e del noviziato, e Anna, sorella maggiore.

La celebrazione, semplice nella sua solennità, è presieduta da fra’ Giorgio, assistente spirituale della Fraternità di Gorizia, e celebrata con don Paolo Nutarelli, don Fausto Furlanut e don Mauro Belletti, insieme al diacono e direttore della Caritas Diocesana di Gorizia, Renato Nucera, e ai chierichetti, il piccolo Mosè e il grande Luca.

Dall’Abbazia di Rosazzo, è giunto anche il coro, a cui è stato lasciato un momento per tirare il fiato durante la Comunione quando i fratelli e le sorelle delle Fraternità di Gorizia e Gradisca, guidati da Evaristo, fratello e compagno di pellegrinaggio in Terra Santa nonché musicista, e Francesca, hanno cantato per Daniela “Dolce sentire”.

Dorotea, seduta nel secondo banco, dietro alla sua mamma, è salita sull’altare a leggere durante la Santa Messa prefestiva, insieme a Francesca, Veronica e Michele; la famiglia che Daniela ha generato e la famiglia francescana che il Signore le ha donato, si sono riunite, poi, per un agape fraterno nell’oratorio di via Pozzetto.

In una stradina di una piccola cittadina del Collio, Dio scende ogni giorno i gradini della Caritas e sa che troverà la mano tesa di Daniela. In quella stradina di quella piccola cittadina del Collio, Daniela entra e trova l’abbraccio di decine e decine di fratelli e sorelle, amici e familiari, e di Dio che è venuto a farle festa insieme a loro indossando, per l’occasione, una felpa arancione e un paio di jeans misura “1 anno”. Dio ha il sorriso bianco che splende sulla pelle nera di Godswill, suona il bongo di papà Francis, balla sui passi di mamma Lady Diana e salta e corre come il fratellino Samuel.
Dio, in quella grande sala dell’oratorio, ha i colori caldi dell’Africa e quelli candidi dell’Asia, parla il friulano e anche la lingua punjabi, mangia il cous cous e le polpette di carne e patate, gioca a calcio balilla e con il flipper di legno.

La preziosa moneta che Dio affidò a Francesco era quella della povertà, ed essa fruttò il doppio, rendendolo un uomo ricco di libertà.
La risposta di Dio al grido del povero è sempre un intervento di salvezza ed anche un appello affinché chiunque crede in Lui possa fare altrettanto nei limiti dell’umano.
La preziosa moneta che Dio ha affidato a Daniela sono i poveri; ai poveri dona quanto è stato raccolto in una serata di festa, a Dio restituisce quanto ha fruttato in una vita interamente spesa al servizio dei piccoli, degli ultimi, dei pellegrini, degli stranieri, dei rifiutati, degli emarginati. Al servizio dei poveri.

Silvia, Fraternità di Gorizia