Festa in casa Ofs per le ammissioni di Daniela, Michele, Veronica, Alessandra e Salvo

Era ottobre.
Il mese in cui una fanciulla lancia in cielo la sua anima piena di luce e un tiratore in agguato la polverizza in migliaia di colori rossi e gialli e marroni. Era Veronica, con i libri dell’Università in una mano e tanti sogni per il futuro nell’altra, una tesi da preparare e tante strade davanti a sé. Giovinezza: stagione di opportunità e scelte.

Era ottobre, di nuovo.
Il mese delle foglie multicolori che volano a sciami al soffio leggero del vento, pellegrine senza meta, in balia degli elementi, come la vita degli uomini. E tra essi, tra gli uomini, c’era Michele che tra casa e ufficio, famiglia e lavoro, cercava il tempo per un corso di aikidò e trovò lo spazio infinito dello spirito.

Ed era fine ottobre. O forse inizio novembre.
Il mese dei defunti, il mese dei Santi; il mese in cui cogliamo questi ultimi lampi
di bellezza della terra esausta che si prepara a morire. E c’era Daniela, giunta dal collio del buon vino e delle calde castagne. Una donna, madre e lavoratrice, volontaria instancabile alla Caritas e attentamente attiva nella Chiesa cormonese.

Era maggio. Il mese delle rose, delle spose e della mamme.
Il mese delle professioni di Valnea, Francesca e Luciano.
E c’erano Salvo e Alessandra giunti da lontano, dal caldo sud. Una giovane coppia di sposi che ha lasciato la terra del sole per lavoro ed è giunta in questa terra, ospiti di gente unica che li accoglie con un ardore che poco o nulla ricorda il freddo del nord.

E venne settembre.
Il mese della fine e dell’inizio, con il retrogusto del “è tempo di”.
Settembre, tempo di ammissioni. Da diverse strade, son giunti cinque nuovi fratelli e nella penombra della Chiesa di Santa Maria Assunta, martedì 20 settembre 2016, han chiesto di essere ammessi all’Ordine Francescano Secolare. Lui al centro di tutto, vivo sulla Croce di San Damiano, Luce nell’oscurità; Fra’ Lorenzo, assistente spirituale, celebra la liturgia di Ammissione lì, nell’abside, e Daniele, ministro della Fraternità di Gorizia, accoglie la loro richiesta, donando a ciascuno di questi fratelli la Regola che terranno in una mano durante il cammino del noviziato e il Tau, segno visibile di appartenenza alla famiglia francescana.

Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le persone,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
(Ruben Blades)

Silvia Scialandrone, OFS Fraternità di Gorizia