08/12/2019 – Festa in casa OFS per Mauro e Monica

Professione perpetua di Mauro e di Monica (Frat. Gorizia)

08/12/2019 – Gorizia, Professione perpetua di Mauro e di Monica (Frat. Gorizia)

Le foto!

Nella mattinata di domenica 8 dicembre, il Vescovo Carlo ha un impegno con l’Unitalsi per l’apertura del Giubileo Lauretano. Ma, prima di partire per Monfalcone, si ferma nella Chiesa dei Cappuccini, a Gorizia. Entra e, mentre percorre la navata, Raffaella, ministra della fraternità OFS “Concetta Bertoli”, da lontano lo vede e gli va incontro. “Dove sono i festeggiati?” le chiede, con un sorriso, il Vescovo Carlo. Lo sa dove sono, li ha visti. Eccoli, sull’altare, Monica e Mauro. Emozionati per la celebrazione eucaristica che sta per iniziare, essi si accorgono di lui solo quando è davanti a loro per benedirli. E, così com’è arrivato, così se ne va, per poter predicare anche nei villaggi vicini lasciando Monica e Mauro meravigliati e felici per gli auguri inaspettati.

La campanella suona, il nuovo cammino sta per iniziare. Fra’ Giorgio, superiore del Convento, celebra la Santa Messa nella Seconda Domenica d’Avvento insieme a fra’ Aurelio, che prima di lui è stato assistente spirituale della Fraternità di Gorizia, e fra’ Marco, assistente spirituale della Fraternità regionale “Beato Odorico di Pordenone”.

“Al sì che Maria ha dato al progetto del Signore, siamo chiamati ad unire anche il nostro sì al progetto di Dio.”, invita fra’ Aurelio, nella sua omelia preparata con cura e devozione. E mentre lui parla ai fedeli, il ricordo va ad una domenica di qualche anno prima, quando, per la prima volta, proprio in questa Chiesa, entrò una giovane donna. Anche quel giorno celebrava fra’ Aurelio; ma, ad un certo punto, lei si alzò e, senza dire nulla, con gli occhi lucidi, uscì. Quanta vita custodiva nel piccolo spazio del suo grande cuore! E, qui, nella Casa del Signore, rimbombava troppo! E, sempre in questa Chiesa, un uomo che non riusciva a perdonare quel Dio che s’era preso suo fratello troppo presto, entrò. Quanto pesa l’assenza che una persona lascia nel posto che occupava nella vita di chi tanto lo amava! E il vuoto, nel cuore, era incolmabile!

Fra’ Aurelio si rivolge a quella giovane donna e a quell’uomo, oggi; lui, che li ha visti entrare, allora, lui che li ha visti muovere i loro primi passi sul cammino francescano.
A lode di Monica e Mauro, fra’ Aurelio racconta di aver accolto con gioia l’invito a partecipare a questa liturgia solenne e di aver chiesto alla ministra Raffaella, loro formatrice nel percorso iniziale e in quello del noviziato, di segnalargli qualcosa sui due professandi. Le parole che lei ha scritto, fra’ Aurelio le legge alla grande assemblea presente nella Chiesa di Santa Maria Assunta: “In tutti questi anni, raramente ho visto due iniziandi e novizi vivere lo spirito di fraternità come loro: entusiasti, costanti, fedeli, desiderosi di appartenere alla fraternità e mettendosi a disposizione per ciò che sanno e riescono a fare. I loro vissuti, non semplici, rivelano la semplicità disarmante dei piccoli del Vangelo, facendoci scorgere il volto di Dio. Personalmente, ringrazio il Signore di aver percorso un tratto di strada della loro formazione perché, pur con le evidenti difficoltà legate anche al carattere di entrambi, ho ricevuto la sorpresa di vederli crescere, migliorarsi e, soprattutto, ho visto in loro la fede germogliare su una terra solo apparentemente arida.”
E per queste parole, pubblicamente, la ringrazia perché suggerite dallo Spirito del Signore. Ed esprime un desiderio: che tutte le persone presenti possano percepire l’emozione che riempie i cuori di Monica e Mauro, nel giorno dell’emissione della Professione Perpetua nell’Ordine Francescano Secolare e si lascino prendere dal fascino che li spinge a dichiararsi pubblicamente per il Vangelo.

Mentre tutta la Chiesa gusta la bellezza del loro “Sì”, un raggio di sole, facendosi forza tra le nuvole, entra dalle vetrate colorate ed illumina i volti di Monica e Mauro.
Tra le rughe agli angoli dei loro occhi che trattengono le lacrime e delle loro labbra distese in un sorriso, si vede la storia che hanno scritto sulle pagine della loro vita.
Chi ha potuto leggerla, contempla, in quel momento, il miracolo dell’amore in cui hanno creduto. A monte c’è l’incontro con la croce di Cristo che, all’inizio, ti scarnifica ma poi ti riempie di dolcezza dell’anima e anche del corpo, che ti chiede di rinunciare a tante cose ma poi ti dona il vero tesoro, che è il possesso del Cristo, dell’unico amico di cui ci si può veramente sempre fidare, dell’amante del nostro cuore che mai ci tradirà. Dio ha scelto Monica e Mauro per la loro piccola cosa e ha voluto fare a loro e, per mezzo di loro, ai fratelli, grandi cose. E Monica e Mauro hanno scelto di offrire a Dio qualcosa di ordinario che hanno trasformato in qualcosa di straordinario.
Facendosi custode del creato, Mauro cercava il Dio della vita. E l’ha incontrato in una rosa. Facendosi custode di ogni persona che incontrava, Monica cercava il Dio dell’amore. E l’ha incontrato, ascoltando e amando ogni fratello ed ogni sorella.
Lasciandosi plasmare da Dio, hanno imparato che il perdono non libera il passato, ma il futuro. Perdonando il passato, hanno scelto di costruire il futuro vivendo il Vangelo di Gesù che oggi promettono di osservare, ogni giorno della loro vita, insieme alla Regola dell’Ordine Francescano Secolare, sull’esempio di san Francesco d’Assisi, diventando per gli uomini e le donne del nostro tempo messaggeri di pace, di fraternità e letizia.

Grazie, Monica, perché, con il tuo coraggio e la tua determinazione, ci ricordi che vivere è l’infinita pazienza di ricominciare ogni giorno. Ti sei lasciata addomesticare e hai imparato ad addomesticare: sii, sempre, responsabile della tua Fraternità.

Grazie, Mauro, perché, con la tua tenerezza e la tua gentilezza, ci ricordi ogni giorno che solo se avremo il cuore di un bambino, potremo entrare nel Regno di Dio. Sii sempre fedele alla Fraternità così come sempre hai saputo essere fedele alla tua rosa.

“La luce di questo giorno risplenda ogni giorno nella vostra vita” è la frase che avete fatto scrivere sulla grande torta a forma di Libro ed è l’augurio che a voi fanno le tante persone che hanno vissuto con voi questo importante momento della vostra vita:
Mamma Rina al tuo fianco, papà Valerio e tuo fratello Paolo in Cielo, che sono felici per te e fieri di te, Mauro; il Padre che è nei cieli, come quello di Francesco, insieme a Maria, che ha accettato di essere Madre di Dio, che sono tuo Padre e tua Madre, Monica; i fratelli e le sorelle giunti da Trieste e da Udine, da Pordenone e da Gorizia, gli amici di ogni giorno e i compagni di viaggio, che insieme a voi fanno festa; infine fra’ Jaques, che insieme a fra’ Giorgio e al Vescovo Carlo, è stato vostra guida sulle strade della Terra Santa dove avete incontrato ancor più da vicino quel Gesù in cui avete confidato quando ne avete accolto la Parola e di cui ora darete testimonianza sulle strade di tutto il Mondo annunciando il suo Vangelo ad ogni creatura.

Silvia, OFS Gorizia