Passi francescani – seconda puntata, 01/12/2019

Sono passati quasi due mesi dalla prima tappa di Passi francescani. ora nella prima domenica di dicembre la proposta di salire a Castelmonte a piedi per il ritiro di Avvento prende forma.

È ancora nel buio della notte che il gruppetto di cinque pellegrini francescani, dopo una breve preghiera, inizia a salire lentamente verso il santuario. Il lieve rumore dei passi fa da base ritmica al sommesso vociare che nel silenzio mattutino si spande nel bosco mentre il cielo lentamente inizia a schiarirsi e il paesaggio avvolto nella nebbiolina autunnale appare lentamente. Saliamo, ci siamo presi il tempo per gustarci senza fretta questa ascesa. Un’occasione per preparare lo spirito ad una giornata di preghiera. Sentire il freddo sulle mani e sulla faccia. Respirare lentamente l’aria umida del bosco. Scaldare i muscoli e rimettere in movimento un corpo troppo spesso costretto ad una scrivania, ci aiuta a riprendere contatto con un mondo che spesso è racchiuso dentro una fotografia.

Dopo questo momento di preghiera errante, inizia un momento di preghiera al santuario. La S. Messa nella chiesetta del piccolo borgo e il momento di riflessione nella saletta messa a disposizione dai frati ci riconducono alla preghiera e alla riflessione. Attimi di vita. Attimi che non sempre è possibile vivere assieme alla fraternità. Gli impegni della vita a delle fraternità locali a volte si susseguono ad un ritmo incalzante e sottrarre una domenica alla famiglia può essere oneroso e faticoso. Alle volte ci si interroga e ci si mette davanti al significato della nostra vocazione e alla missione a cui siamo chiamati: Ama il tuo prossimo!
Ancora un momento di preghiera e riflessione comunitaria e il cammino riprende. Chi in auto e chi a piedi, ma tutti con il cuore forse un po’ più libero dalle nebbie dei pensieri che inevitabilmente lo avvolgono. Il cammino riprende questa volta più lieve per la strada in discesa, ma con la consapevolezza che non si va verso l’alba, ma verso il tramonto di questa giornata. Si scende verso valle ed una lieve pioggia autunnale ha deciso di accompagnarci nell’ultimo tratto di strada. La pioggia e le tenebre che ci avvolgono ci ricordano quanto basta poco per smarrirsi nell’immenso e la pochezza dell’uomo nella notte. La notte vera, non quella addomesticata dai lampioni, dai fari e dalle insegne luminose, la notte che ti entra dentro e ti fa sentire granello di polvere. Questi momenti di fraternità errante fanno sì che la strada scorra veloce e in un attimo raggiungiamo il punto di partenza. Una preghiera di ringraziamento, come un mestolo di brodo caldo, e un saluto concludono questa giornata pellegrina. Alla prossima!

Luciano, Fraternità di Gorizia