Inizia la nostra newsletter

1 - Laudato sii mi Signore

sabato 3 settembre 2011

Iniziamo la nostra newsletter con questa bella lode del Signore. E’ un cantico che San Francesco compose in dialetto umbro, verso la fine della sua vita terrena, e costituisce anche uno dei primi testi letterari in quella che poi diventerà la lingua italiana. La versione qui sotto è tradotta in italiano corrente (nella prossima puntata quella originale).

  Nella prossima newsletter, una breve biografia di San Francesco e poi inizieremo a leggere assieme alcuni testi delle Fonti Francescane.

  Concludo con il saluto che il Signore affidò a San Francesco, dicendogli che lo dicesse a tutti:

  Il Signore vi dia pace!

* CANTICO DELLE CREATURE

Altissimo onnipotente, buon Signore, tue sono le lodi, la gloria e l’onore e ogni benedizione. A te solo, Altissimo, si attribuiscono e nessun uomo è degno (neppure) di nominarti.

Tu sia lodato, o Signore, con tutte le tue creature, specialmente messer fratello sole, il quale è luce del giorno e tu ci illumini per mezzo suo. Ed egli è bello e radioso con grande splendore: di te, o Altissimo, è l’espressione.

Tu sia lodato, mio Signore, per la sorella luna e le stelle in cielo le hai create splendenti, preziose e belle. Tu sia lodato, mio Signore, per il fratello vento e per il cielo nuvolo e sereno e per ogni tempo, tramite il quale tu dai sostentamento alle tue creature.

Tu sia lodato, mio Signore, per la sorella acqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e pura. Tu sia lodato, mio Signore, per il fratello fuoco, per mezzo del quale illumini la notte: ed egli e bello e portatore di gioia e gagliardo e forte.

Tu sia lodato, mio Signore, per la nostra sorella madre terra, che ci alleva e ci alimenta, e produce frutti diversi con fiori variopinti e tutta la vegetazione. Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano per il tuo amore e sostengono la malattia e ogni affanno. Beati quelli che li sosterranno in pace perché da te, o Altissimo, saranno incoronati (in cielo).

Tu sia lodato, mio Signore, per la morte del corpo, nostra sorella, dalla quale nessun essere vivente può sfuggire: guai a quelli che morranno in peccato mortale; beati quelli che (la morte) troverà in grazia di Dio, poiché la seconda morte (la dannazione divina) non li colpirà. Lodate e benedite il mio Signore e ringraziatelo e servitelo con grande umiltà. Amen.

* immagine tratta dal sito internet www.airemsea.it/ - L’Oasi di Engaddi