Sfilata Fashion upcycled 16/05/2026, di Silvia Scialandrone
“Sarebbe bello se riuscissi a preparare qualcosa… ci sto pensando”. Così Francesca ha scritto su WhatsApp per comunicare a Monica, Sara e me che a distanza di due anni dalla prima edizione, l’associazione di promozione sociale Benkadi (“assieme è meglio” in lingua africana Djoula) stava promuovendo una seconda sfilata di moda Fashion Upcycled in programma il 16 maggio 2026. Era il 12 marzo, un paio di mesi soltanto per “trasformare le cose, prima di buttarle, per contribuire ad un mondo più sostenibile.”
Sul suo sito, https://www.cambiailgiro.it/sfilata-fashion-upcycled-16-05-2026/, così scrive Francesca di noi.
Qualcuno potrebbe obiettare che due mesi non sono poi così pochi per realizzare dei capi. È vero ma la routine di Francesca e Luciano va al ritmo di una macchina da cucire: giornate che iniziano con la sveglia al mattino presto, talvolta dopo aver chiuso gli occhi solo da qualche ora; un bacio prima di uscire da quella casa sognata, progettata e forse non abbastanza abitata per un altro dì che si dipana tra lavoro, famiglia, GAS, OFS, GIFRA, EPM e chissà quali e quanti altri oneri ed acronimi!
Succede a chi sceglie di non trattenere la vita che ha ricevuto ma di perdere ore di sonno rigenerante e di placida routine per trovare, al rientro, un antico ma mai logoro divano e relazioni vecchie e nuove da restaurare e costruire come un nido d’amore.
Tra un onere ed un acronimo, con due dimesse camicie di tela sottile disposta a doppio strato, un pinocchietto non del tutto consunto dal tempo e uno scampolo a quadrettini bianchi e rossi che ricorda le tovaglie di storiche osterie Francesca imbastisce una sottana moderna e vivace. Il motivo delle camicie con l’abbottonatura centrale e l’orlo tipico di un grembiule le conferiscono un tocco tirolese, mentre il cinturino dei pantaloni assieme alle parti laterali color beige le attribuiscono uno stile country. La gonnella, dal tono altoatesino e rurale insieme, è abbinata ad una borsa trendy ricavata da un paio di intramontabili jeans. Ancora un paio di blue ed evergreen jeans, questa volta uniti a cinque classiche cravatte di diverse fantasie…et voilà!… Francesca confeziona una gonna casual chic! A foderare il suo interno un’impalpabile blusa. Se accostata ad una cintura, recuperata da un vetusto vestito giovanile, diventa un abito da sera seducente ed elegante. Indossandolo con stile e un pizzico di autoironia, si può giocare nei panni di una lady o di una vamp. Un paio di settimane prima del grande evento, i vestiti da defilé sono pronti: Sara ed io li proviamo, un martedì sera, prima che la campanella segni l’inizio dell’incontro fraterno nella sede OFS di Gorizia.
OFS, per chi non conoscesse la sigla, sta per Ordine Francescano Secolare.
Secolare non perché dura ormai da alcuni secoli (anche se, a dirla tutta, nel 2021 ricorreva l’ottavo centenario di un testo destinato ai fratelli e alle sorelle della penitenza derivato dal Memoriale Propositi redatto da san Francesco insieme al Cardinale Ugolino) ma perché quei fratelli e quelle sorelle chiamati “della penitenza” appartengono al secolo, sono nel mondo.
Se, spinto dalla curiosità come Zaccheo, qualcuno decidesse di avventurarsi fino alla Chiesa dei Cappuccini, attraversare lo spiazzo che si affaccia’ su via Filzi ed entrare dal portone di legno che dà accesso al salone noto ai cittadini perché luogo di tanti rifreschi dopo le celebrazioni del 4 ottobre (Patrono d’Italia) e del 2 agosto (Perdon d’Assisi), si troverebbe davanti ad una porta bianca su cui campeggia un ghirlandato TAU.
Se, con reverenziale timore, qualcuno provasse a bussare e a far capolino immaginandosi di trovare uomini e donne in religioso silenzio e in rigorosa preghiera rimarrebbe basito come Zaccheo sentendosi gridare “Entra, benvenuto a casa!”
Forse, non sarebbe nemmeno sicuro di aver udito bene tanta è la confusione che travolge chi sta sull’uscio.
Si rimane così, sbalorditi, nel vedere che in quella porzione di Chiesa ci sono uomini e donne che suonano la chitarra, cantano, parlano ad alta voce, ridono, si abbracciano, si commuovono, si confidano, si scambiano sguardi complici, mangiano, bevono, sfoggiano borsalino e bocchino, cappello e stivali da cowgirl …messeri e madonne, a voi l’OFS!
OFS: Ordine Francescano Sorprendente. È qui che si comincia con il fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile per finire con il compiere anche l’impossibile!
Come quel balletto che ha reso iconiche le uscite 18 e 19 perché…come il cielo e la terra passeranno, così passeranno quegli aitanti modelli e quelle sinuose modelle che poco più che ventenni, sono saliti sulla passerella dell’Auditorium di Ronchi dei Legionari il giorno del grande evento.
Noi, come la Parola, no.
Noi non possiamo passare senza lasciare il segno, senza aver portato a termine ciò che Francesca ci aveva chiesto: sfoggiare le sue creazioni uniche ed originali.
Sulle note di “La notte vola”, hit degli anni 80/90, Sara ed io siamo state Lorella Cuccarini per una sera, anzi…per un paio di minuti di sabato 16 maggio 2026.
Il pubblico in sala, tra cui quei fratelli e quelle sorelle di una ben strana penitenza, teneva il tempo battendo le mani e qualcuno, alzandosi della sedia, seguiva i passi e le figure di una coreografia studiata e preparata in un paio di pomeriggi.
È stato un successo, quindi?
Credo che la Celentano, severa prof. di ballo nel talent show “Amici”, avrebbe sgranato gli occhi mettendosi le mani nei capelli e stroncando le nostre velleità di show girls.
Ma noi non volevano essere perfette. Volevamo provarci e fare del nostro meglio. Lo facevamo per Francesca e questo ci ha dato il coraggio di buttarci in qualcosa che, come mi dirà mio papà dopo aver visto il video della nostra esibizione, “non è per noi”.
Abbiamo dedicato ore a provare la danza con Monica che faceva avanti e indietro con la musica e “No! No! No! Riproviamo” ogni volta che sbagliavamo o eravamo scoordinate.
A Sara, tra un 1…2…3…4 e un 5…6…7…8 dissi: “Sabato io non sentirò quindi sappi che io seguo te.” E lei, giustamente, mi rispose “Io pensavo di cavarmela seguendo te.”
Panico: chi segue chi? Ho guardato Sara e le ho detto: “Facciamo così: seguiamo Lui. Conta provarci. Lo facciamo per Francesca. Non conta essere perfette. Le altre passeranno, noi no. Noi spaccheremo.”
E così è stato: quel sabato abbiamo scoperto che i tempi che avevamo calcolato noi non sarebbero stati quelli calcolati dalle organizzatrici e dalla presentatrice, lo stivale di Sara si è rotto proprio in scena ed io non sentivo la musica.
Ma davanti a noi c’erano: Francesca, Monica e la fraternità.
La forza e l’audacia per un po’ seguire un po’ la coreografia e un po’ improvvisare ce le hanno date quei fratelli e quelle sorelle da CSM, come dice qualcuno di noi: “Questa fraternità è un manicomio!” Ma spacca, come abbiamo spaccato noi su quel palco.
Arriva il momento in cui Francesca, insieme agli altri stilisti, sale per la foto di gruppo.
Ed è in quell’istante che Sara ed io ringraziamo lei e la fraternità francescana perché se il successo è fare tutto con amore, allora sì: è stato un successo.
Il successo di tutti noi.
Francesca, nella descrizione che pubblica di sè sul sito cambiailgiro.it scrive esattamente “Trasformare le cose, prima di buttarle, è solo uno dei modi con cui cerchiamo di contribuire ad un mondo più sostenibile.” Non c’è un io, c’è un noi.
Non scherziamo: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un filo per mano di Sara o mia! E siamo felici mentre vengono omaggiati ed applauditi i fashion designers perché dietro ad ogni successo c’è chi lavora dietro le quinte e lì vi rimane. Non è così per noi che sappiamo bene che il francescano ideale non è un modello perfetto, ma una bellezza sempre incompiuta, un mosaico in cui il carisma prende forma reale attraverso i talenti, la generosità e la storia personale di ciascuno di questi fratelli e di queste sorelle dell’Ordine Francescano Sorprendente.
A Franco Basaglia è attribuita la celebre frase “Visto da vicino nessuno è normale”.
Ma solo i folli cambieranno il mondo! (Lamberto Maffei)
San Serafino di Sarov si definiva un folle in Dio (in russo Jurodivyj).
San Francesco d’Assisi un giullare di Dio (Ioculator Domini)
Noi siamo i francescani secolari: quelli che non sognano di cambiare il mondo, al massimo il giro. E di diventare noi stessi perché è lì che inizia la conversione.
Essere se stessi è una virtù esclusiva dei bambini, dei matti e dei solitari.
(Fabrizio De André)
Silvia Scialandrone, Fraternità di Gorizia
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