Veglia di preghiera per la pace a Gorizia – 23/09/2025
Anche la Fraternità di Gorizia insieme ai fratelli e alle sorelle di Nova Gorica era presente alla Veglia di preghiera per la pace, celebratasi al confine tra Gorizia e Nova Gorica, alla presenza dei Vescovi italiani, sloveni e croati, assieme ai giovani di Italia e Slovenia. Nelle foto siamo insieme al nostro arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli e al Cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
18/04/2025 – «Bello è spettacolare?», di Luciano, OFS Gorizia
Per approfondire



“Bello è spettacolare?”, di Luciano, OFS Gorizia
Camminiamo in silenzio per la via scura della sera, in mano una piccola candela che rimane accesa con fatica, il rumore di passi e il vociare, a volte sommesso e a tratti allegro, di chi come noi in questa sera di inizio autunno ha scelto di uscire dalla propria casetta e prendere parte a questa veglia di preghiera. Come spesso accade in questi casi, oltre al rumore dei passi, sento rimbombare nelle mie orecchie i pensieri che ad ogni occasione utile si riversano disordinati e confusi, trascinandomi in un viaggio tra memoria, futuro, verità, narrazione e soprattutto quello che vorrei sentire e la ricerca disperata di conferme al mio essere.
Questo momento di preghiera, alla presenza dei vescovi italiani, sloveni e croati, è un appuntamento molto importante sottolineato dalla presenza del cardinale Matteo Zuppi, e si svolge a Gorizia, un territorio che nel secolo breve ha tanto sofferto e con tanta fatica sta piano piano cercando di guardare avanti. Sforzi riconosciuti dalla comunità europea che ha nominato Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura. Purtroppo il tempo incerto non ha permesso che la veglia si svolgesse in piazza Transalpina/Trg Evropa, ma va bene lo stesso. Un sacco di persone provenienti dalle città di confine e dai territori vicini hanno comunque riempito la chiesa per pregare in questo momento storico così difficile. Le guerre funestano il mondo intero e nessuno può sentirsi al sicuro o estraneo ad esse. Le informazioni arrivano sempre filtrate, manipolate e distorte ad arte per cercare di creare un pensiero che sia strumento per legittimare qualsiasi cosa. Un oceano di informazioni che attraverso mille canali giustificano, condannano, nascondono, creano realtà parallele nelle nostre menti e indirizzano il pensiero che fa fatica a rimanere libero. In tutto questo mare di informazioni una cosa però rimane, che una fetta sempre più grande di umanità sta soffrendo enormemente. Morti, feriti, rifugiati, oppressi di ogni genere, semi di odio profondo, sono centinaia di migliaia in tutto il mondo. Questo momento di preghiera ci chiama a riflettere un attimo su quello che sta succedendo, a non rimanere spettatori succubi e delle varie narrazioni che si susseguono, ma a cercare sempre la verità. A combattere questa guerra contro noi stessi, per toglierci di dosso il “me ne frego” che ci fa stare al caldo sul divano, incuranti di tutto, perché non è affar nostro. Le guerre forse iniziano così, pensando che non è affar nostro. Che è sempre colpa degli altri. Che tanto a me non succede. Che tanto non siamo tutti uguali e se uno ha la sfortuna di nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato non ci si può fare niente. Che l’amore è solo una forma di possesso e si può comprare ed eventualmente mantenere con la forza. Che la verità è quella che mi dà ragione. Che tanto le cose non cambiano anche se cambio il modo di pensare, è molto meglio rassegnarsi almeno non c’è tormento.
Questo scritto non ha la volontà di essere un articolo sulla veglia di preghiera, ce ne sono tanti scritti da professionisti molto, ma molto più bravi di me che raccontano i discorsi, le preghiere, i luoghi. Questo scritto ha solo la funzione di cercare di mettere un po’ di ordine nei miei confusi pensieri e che questa veglia non ha fatto altro che confondere ulteriormente. Aggiungo soltanto una domanda, che è scaturita da un particolare che mi ha fatto riflettere e pensare: alla fine dell’omelia si è levato un applauso nel cui coro c’era anche il mio, ma questo applauso è rivolto all’abilità dell’oratore, ai contenuti o all’idea ormai radicata anche in me che bello è spettacolare?
Dubbi e domande come le nubi che questa sera si addensano cupe sulla piazza tra due nazioni…
Luciano Bonavia, Fraternità di Gorizia
Per approfondire:
https://www.rainews.it/tgr/fvg/notiziari – minuto 17-03
https://youtu.be/LRcbQUugsUM?si=Tk4AfCjwniM4z0I2
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/cei-gaza
FVS on line: L’Europa unità per fermare la guerra
Fraternità Regionale del Friuli-Venezia Giulia “Beato Odorico da Pordenone” 2025 – © RIPRODUZIONE RISERVATA
