XIX Incontro davanti al presepe 11/01/2026

A chiusura delle iniziative dell’Autunno Francescano organizzate dalle Fraternità OFS e dei Frati Cappuccini di Gorizia con l’accompagnamento spirituale delle Sorelle Clarisse di Gorizia, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Gorizia, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Gorizia si è celebrata la 19a edizione dell’Incontro fraterno davanti al presepe. Foto, articoli e video disponibili!

I documenti dell’incontro:

le foto

– il video della prima parte dell’incontro: Oltre tutti i confini… davanti al presepio – 11/01/2026 (prima parte)

Un pomeriggio di incontro, dialogo e condivisione, nel segno del patrimonio culturale come spazio di relazione, inclusione e pace.

La Dott.ssa Morena Maresia (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia) insieme ai partecipanti al progetto “…E adesso sono qui”,  dialoga con Andrea Bellavite (Fondazione Socoba e Basilica di Aquileia).  Attraverso esperienze di educazione al patrimonio sviluppate in Friuli Venezia Giulia, sono presentati percorsi progettati dalla Soprintendenza che hanno coinvolto persone migranti e studenti delle scuole superiori, dando voce alla ricchezza e all’eterogeneità di un territorio segnato da confini, passaggi, emigrazione e immigrazione. Un progetto riconosciuto come unico in Italia, capace di trasformare il patrimonio culturale in occasione di riflessione sociale, partecipazione e inclusione.

Links ai video trasmessi:

  1. Officina Patrimonio, episodio 2 “Scoperta – Udine”, realizzato da Rai Cultura e dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.
    https://www.raiplay.it/video/2024/03/Officina-Patrimonio-Scoperta—Udine-ade3cb9b-040f-4f07-a96d-6fcef27655f3.html
    Presentazione Officina Patrimonio/puntata 2 Scoperta. Sabap FVG: https://sabapfvg.cultura.gov.it/officina-patrimonio-presentazione-della-puntata-scoperta/
    https://youtu.be/ZK07GGBw-94
  2. Canale “Soprintendenza ABAP FVG”
    Il Castello di Udine – Progetto “…e adesso sono qui”. Giornate Europee del Patrimonio 2022. Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
    https://youtu.be/1ArQu87GcVI

– il video della seconda parte dell’incontro: Oltre tutti i confini… davanti al presepio – 11/01/2026 (seconda parte)

Celebrazione interreligiosa, come segno di ascolto reciproco e di cammino condiviso davanti al presepio, simbolo di accoglienza e di umanità comune.

Un bell’articolo dal blog “Lo spirito dei piedi” di Andrea Bellavite: Fratello confine, sorella frontiera…

Fratello confine, sorella frontiera – Oltre tutti i confini… davanti al presepio

Domenica 11 gennaio 2026

Un mese dopo la cerimonia di chiusura della Capitale europea della cultura 2025 a Nova Gorica e Gorizia, s’è chiusa la porta santa della Basilica di San Pietro a Roma.

L’Epifania, in questo inizio d’anno, ha portato via oltre alle Feste anche GO!2025 e il Giubileo dedicato alla Speranza; eppure nella Chiesa dei Cappuccini, la dottoressa Morena Maresia, restauratrice dei Beni Culturali di Udine, e il dott. Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Socoba (Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia), dialogando sull’epifania dell’arte raccontano che è nell’ordinarietà del quotidiano che si rivela la straordinarietà della nostra verità più profonda.

Dopo un autunno mite, l’inverno si è manifestato freddo nella sua bianca veste proprio il 6 gennaio quando sul Friuli Venezia Giulia è scesa la neve; il sospiro malinconico con cui si accoglie il ritorno alla normalità si è condensato in nuvolette di fiato e stupore.

A Gorizia, nella domenica del Battesimo di Gesù, i francescani italiani e sloveni hanno rivissuto la magia dell’Incontro fraterno davanti al Presepe che, giunto ormai alla XIX edizione, ha voluto andare oltre a tutti i confini. Le parole di fra Luigi che accoglie le persone che riempiono pian piano tutti i banchi, toccano le corde della nostalgia e della gratitudine ricordando il ciclo di iniziative dal titolo “Fratello confine, sorella frontiera – Brat mejnik, sestra meja” e don Bogdan Vidmar, già vicario episcopale di Koper, che ha saputo andare oltre e avanti rispetto alla dicotomia maggioranza-minoranza e che è tornato a Casa appena prima dell’inizio dell’autunno francescano. Nostalgia e gratitudine che diventano, però, promessa di futuro a partire dalla conoscenza di un passato segnato, in questa terra, da guerre, migrazione e dolore.

A conclusione del programma di incontri in cui il tema del confine è stato attraversato dal punto di vista teologico, biblico, letterario, musicale e teatrale, insieme alla dottoressa Maresia e al dottor Bellavite, frati, suore e laici francescani provano a compiere un ulteriore passo aprendosi alla dimensione interreligiosa e interculturale.

Morena, quando la ascolti non si può che chiamarla solo con il suo nome, è funzionaria di quell’organo periferico del Ministero della Cultura con il compito di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonioculturaleche è appunto la Soprintendenza.

Con entusiasmo, caparbietà e intelligenza ha portato avanti dei progetti, promossi dalla Direzione Generale, di educazione ad un patrimonio asincrono che, anche attraverso i lavori realizzati da ragazzi stranieri, disabili o con difficoltà, si vuole rendere sincrono, ovvero sincronizzato con l’esistenza di tutti coloro che attraverso quei beni culturali scoprono un territorio e la sua storia fino a sentirsene parte.

Accessibilità vuol dire avvicinarsi, essere partecipi; questa accessibilità è stata possibile anche grazie agli studenti degli Istituti tecnici e dei Licei della regione che hanno intervistato i protagonisti di questi progetti raccontando con sensibilità ed empatia le loro esperienze riprese e pubblicate in una puntata di “MiC Officina Patrimonio” su RAI Cultura e proiettate durante il XIX Incontro davanti al Presepe.

Andrea Bellavite, rivedendo in questo contesto il filmato già presentato ad Aquileia in occasione del convegno sui Beni Culturali, sottolinea come, ora più che mai, solo attraverso una pace giusta e l’accoglienza si potranno vincere violenza ed egoismo.

Piazza Transalpina – Trg Evrope, la piazza che unisce Gorizia e Nova Gorica, richiamata proprio dal nostro Mosè nel video, può e deve essere simbolo di speranza.

Se oggi l’Europa guarda a queste due città come ad un’unica capitale transfrontaliera della cultura è grazie ai cittadini italiani e sloveni che, dopo due guerre mondiali e decenni di totalitarismo, hanno dimostrato che la diversità non solo non dev’essere considerata un ostacolo ma può essere il fondamento di una nuova civiltà, di un nuovo modo di essere umani in cui la ricchezza dell’uno diventa anche ricchezza dell’altro.

Il Friuli Venezia Giulia, racconta Morena, è stato per secoli regione di emigrazione.

Negli ultimi anni, invece, questa terra di confine è diventata la porta di accesso per cui passano i migranti che arrivano dalla rotta balcanico con un sogno europeo in tasca.

Quando pensiamo al nostro passato lo pensiamo separato da quello di chi è straniero.

Invece il nostro passato, la nostra storia, il nostro patrimonio sono luogo di incontri, di meticciato, di dialogo. “Terra di incontro, dialogo e conoscenza” è il titolo del libro in cui Morena ha raccolto i lavori che compongono il progetto “…e adesso sono qui”.

Filo conduttore di questi lavori non sono le cose ma le persone: ciò che dà vita ad un bene è la persona che lo scopre e che, attraverso esso, si scopre nella sua umanità.

Allora Nabil e Wajid non sono solo numeri o qualcuno di cui parlare ma volti e voci.

Nabil, partito dal Marocco per realizzare il sogno di diventare un artista., a Udine si sta affermando nel panorama della street art. È un ragazzo musulmano di 30 anni e descrive le sensazioni provate nella Chiesa dell’Hospitale di San Giovanni – San Tomaso di Majano. Quando con la mano ha toccato quelle mura gli è sembrato di entrare in contatto con tutte le persone che nei tempi passati sono entrate in quel luogo sacro. Attraverso un disegno, quasi diviso a metà, ha espresso le sue sensazioni: nella parte destra del foglio sono illustrate persone in antiche vesti appartenenti a tutte le religioni mentre la parte sinistra raffigura giovani che indossano abiti moderni e che, fotografando lo spettatore, fanno entrare nell’opera chi la guarda.

Il muro al centro è il punto in cui si incontrano mani ed emozioni, passato e presente.

Wajid, giunto dal Pakistan e in Italia da 5 anni, ha visitato innumerevoli chiese, moschee e templi. Edifici che, nei secoli, sono stati luoghi di culto di diverse religioni. Nel silenzio di quei luoghi ha sentito che ciò che è prezioso è dentro ciascuno e che la cosa più importante è il messaggio d’amore di Dio per tutti gli uomini di ogni religione.

Attraverso la creazione di video e la poesia, Wajid ha raccontato il Friuli rivelando che un uomo non è della terra in cui è nato ma di ogni terra per cui batte il cuore.

Nabil e Wajid sono solo due dei ragazzi e delle ragazze dei progetti presentati nel libro che hanno voluto testimoniare che il patrimonio culturale può essere una scuola di umanità, liberazione e riscatto che esalta le diversità e che libera da parametri esclusivi ed escludenti, insegnando che il problema di uno è uguale a quello degli altri: sortirne insieme è politica, salvarsi da soli è avarizia. (don Lorenzo Milani)

Contro la cultura dello scarto, Morena restaura i beni culturali per preservare la potenzialità di nuove epifanie; un’opera d’arte suscita in ogni persona emozioni diverse come diverse sono state le storie dei partecipanti ai progetti “…e adesso sono qui” e “Porte e portali” da lei seguiti dando una connotazione positiva alla parola scartare.

Scartare è scartare un regalo, togliere la carta e trovare un dono.

L’Epifania svela, allora, il significato profondo del Natale: Dio si rende visibile affinché tutti i popoli come i Magi, sognatori partiti da lontano, possano incontrarlo. 

Epifania, per i rabdomanti di stelle oltre tutti i confini giunti domenica 11 gennaio nella Chiesa di Santa Maria Assunta, è sentirsi tutti figli amati in cui Dio ha posto il suo compiacimento oltre ogni razza, lingua, religione, opinione politica e condizione sociale: davanti al presepe transfrontaliero realizzato da fra Oreste, pregano per la pace, ognuna nella propria lingua, le comunità di ogni religione presenti a Gorizia e Nova Gorica. Epifania è sapersi tutti figli di Adamo ed Eva dunque fratelli anche se di fede diversa, mettere nelle mani di Dio la storia dei popoli e non volerne disporre egoisticamente, invocare la benedizione divina in ogni luogo e in ogni tempo, camminare sulle Sue vie e sui Suoi sentieri, osare la speranza ed essere strumenti di pace.

Tra le parole pronunciate ora in italiano ora in sloveno, intermezzi di silenzio per custodirle e meditarle nel cuore come i fiocchi di neve che irrigano e fanno germogliare la terra, e canoni e canti suonati e intonati da Laura, Laila e Nadia.

Al termine di una commovente celebrazione interreligiosa, fra Luigi e fra Boštjan invitano i fedeli ad avvicinarsi all’altare per ricevere in dono un bulbo, promessa di futuro. Come il patrimonio appartiene all’umanità chiamata ad esserne custode, così una promessa di futuro diverrà futuro di pace proprio come un piccolo e fragile bulbo si trasformerà in un colorato e resistente giacinto se ce ne prenderemo cura.

Che il Signore davvero possa donarci la follia della volpe, come ci augura il Vescovo Carlo nel suo libro “Gorizia, città di pace al centro dell’Europa”!

Silvia Scialandrone, Fraternità OFS di Gorizia

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