Tu che natale sei?

Dimmi, Maria, cos’hai provato quando l’Angelo è entrato in casa tua senza chiederti permesso per poi uscire scompigliandoti, con un battito d’ali, i sogni e il futuro?
“Ella fu molto turbata” scriverà Luca, nel raccontare di voi, di te qualche anno dopo.
Ma come poteva, Luca, conoscere le tue emozioni, i tuoi pensieri in quegli istanti?
“Rallegrati, o piena di Grazia”! Eppure io credo che, dentro te, ci fossero la guerra e il tumulto, non la pace o la gioia! E, forse prima ancora di dare spiegazioni, sei andata via.
“Beata te che hai creduto!” così ti ha salutato Elisabetta quando sei arrivata da lei con quel groppo che ti portavi in gola, quel peso nel cuore e quella nuova vita in grembo.
Beata? Io non lo so se davvero, in un attimo, tutto si è sciolto dentro te fino a farti cantare di lode e ringraziamento a quel Dio a cui io urlo i miei dubbi nel suo silenzio.
E se tu avessi indugiato? Se non avessi risposto “Sì”? Davvero la storia sarebbe finita lì? O Dio avrebbe continuato a scrivere dritto anche sulle tue righe storte?
Se Simeone ti avesse predetto che una spada avrebbe trafitto la tua anima prima che quel bimbo si facesse segno di contraddizione, l’incoscienza sarebbe stata comunque più grande delle tue paure? E qualche anno dopo, mentre insieme a Giuseppe angosciati cercavate quel figlio non voluto, ti sei mai pentita di aver seguito il cuore quella notte? O, mentre lo inchiodavano nudo ad una croce e lo sguardo di Gesù ha incontrato il tuo, hai sentito il tuo petto stretta nella morsa del rimpianto oltre che del dolore?
Dimmi, Maria, chi avrebbe redento il Mondo se tu avessi detto “No”?
Cosa sarebbe successo se la mia mamma avesse detto “No”?
Sarebbe passato un Angelo nei sogni del mio papà a dirgli “Non temere”?
“Certe cose bisogna viverle” mi ha risposto il mio papà quando gli chiesi “Ma davvero rinuncereste a me anche ora sapendo come sarebbe andata, chi sarei diventata?”
Avrei potuto non esserci. Avrei potuto non esserci, nelle foto che fermano in uno scatto i momenti vissuti in questo Anno Santo che volge al termine.
Ma ci sono. E la foto che ho tra le mani mi ricorda che “il coraggio è fare il prossimo passo anche senza vedere il cammino.” (Charlie Mackesy)
Anche io, nel segreto del mio cuore, ho detto “No”.
Ma sto imparando che “si può curare un cuore ferito avvolgendolo in una coperta di amicizia, lacrime e tempo condiviso, finché non si risveglia di nuovo speranzoso” .
Io non so, Maria, cosa serbavi e meditavi nel tuo cuore. So che hai avuto bisogno di far spazio a qualcosa troppo grande per un cuore solo. So che hai cercato chi poteva prendere tra le mani tutto quello che avevi dentro e lo ha custodito insieme a te.
Non so cosa sarebbe successo se la mia mamma avesse detto “No”.
So che “natale” sono le “Elisabetta” da cui posso andare e cercare rifugio quando le nubi si fanno nere e che mi restituiscono al “natale” che non so più essere.
Come sarebbe il mondo se tu non fossi nato? Quale novità sei e fai solo tu?
Di che cosa sei inizio? Quale tempo si inaugura con te?
Se tu sparissi che cosa mancherebbe alla storia umana? Tu, che natale sei?
(Alessandro D’Avenia)
Silvia Scialandrone, Fraternità di Gorizia
Fraternità Regionale del Friuli-Venezia Giulia “Beato Odorico da Pordenone” 2025 – © RIPRODUZIONE RISERVATA
